@FFrancati "Analisi economica non convenzionale"


 

IL PROGETTO

 

Il denaro è parte integrante e insostituibile della nostra società.

Ne diamo per scontato il suo utilizzo.

Ma quanto sappiamo sul suo conto ?

Sulla sua natura, sulle sue dinamiche ?

Questa visione, nella sua fin troppo banale espressione provocatoria, non vuole essere un ennesimo puntare il dito sul sistema ( banche, signori del denaro, multinazionali, etc. ).

Al contrario, vuole prendere coscienza dell’oggetto denaro e attribuirgli un’anima.

Con rispetto e umiltà.

Questo oggetto ci accompagna nelle nostre esigenze di scambio.

Esso è solo una rappresentazione e una branca della nostra più peculiare caratteristica, il linguaggio.

E difatti anche nella sua attuale espressione ci rivela di essere tale.

Una banconota nella sua rettangolare forma è figlia del linguaggio geometrico. Figlia del linguaggio cromatico nella scelta dei colori, figlia del linguaggio visivo/ storico nelle scelte dei soggetti da inserirvici, figlia del linguaggio matematico algebrico nel numero che ne identifica il suo valore quantitativo.

Il denaro dunque è un’ espressione della natura umana, nel bene e nel male, e come tale va rispettato.

Ma per poterlo rispettare andrebbe conosciuto.

E conoscendo e rispettando lui, forse, un giorno potremo arrivare a rispettare di più anche noi stessi.

Questo progetto si pone dunque lo scopo che ci si facciano più domande sulla natura del denaro, partendo dal basso e dalle sue origini.

Senza puntare il dito su nessuno, e senza demonizzarne la sua natura, attraverso clichè di potere, di mistificazione e frustrazione.

Ammesso che l’umanità versi in condizioni non proprio ottimali, non è al denaro che si possono imputare tali responsabilità, bensì alla natura violenta del mondo, che si serve di qualunque mezzo per potersi affermare.

Le domande che possiamo porci sono ancora tante, molte delle quali del tutto nuove.

Il progetto vuole provare a porsi e a suscitare queste nuove domande attraverso immagini evocative, supportando e articolando tali immagini con contenuti scritti, mostre e installazioni che ne supportino il messaggio a 360 gradi.

Il denaro nella sua forma fisica è un simbolo tangibile della nostra natura.

Resterà tangibile alle nostre mani ancora per poco.

Figlio dei nostri tempi esso segue le nostre trasformazioni.

Molto presto la sua natura sarà solo virtuale, mnemonica, figlio del linguaggio come tutti gli altri linguaggi tornerà da dove è venuto, nel mondo delle relazioni e delle interazioni binarie.

Ma noi, che nel bene o nel male siamo ormai l’ultima generazione che resterà a contatto con questa forma fisica di espressione simbolica di valore, dobbiamo celebrare la sua natura come una sorta di

“lungo addio”.

Perché anche se il futuro prevede “technologie” inimmaginabili per i nostri successori, è probabile che nessuna persona proverà più le sensazioni da “compagno di viaggio” che oggi è ancora possibile provare avendo fra le mani una “mazzetta”.

Proprio come la vita biologica come noi la intendiamo è possibile solo attraverso l’acqua che ha il suo più grande fascino nella sua incomprimibilità in quanto liquida.

Così il denaro, nella sua fallacità, da sempre si ripromette di tramandarci una quantità e una qualità incompribile dei nostri valori, dai più miseri ai più preziosi.

 

                                                                                                         Simone Felici

 

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Drago Stevanovic

Fotografo e cineasta con un percorso artistico di respiro internazionale, ha all’attivo diverse mostre collettive e personali. Da anni è fotografo di scena del Teatro Popolare della Svizzera Italiana.

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