TARA KABOLI, Iran

Tehran 1982.  Vive e Lavora a Milano.

Le mostre:

2012:
  • Mostra collettiva, "Performing Shape", a cura di Chiara Boni, Project B Gallery, Milano, Italia
  • Mostra collettiva, "Milano Radicale", a cura di Radical Intention + Caterina Iaquinta, Liceo artistico Caravaggio, Milano, Italia
2011:
  • Residenza Artista di Corniolo “Radical: A research on 1970's sub-cultures in Milan” , a Corniolo Art Center, Toscany, Italia
  • Mostra collettiva, “I will never [be] like you”, a cura di Massimo Kauffman and Tatiana Martyanova, Galleria Formentini, Milano, Italia
2010:
  • Mostra collettiva, “Creativity and Sustainability”, a cura di Antonietta Grandesso-Filippo De Filippi-Roberto Semprini-Angela Occhipinti, Spazio Thetis, Venezia, Italia
  • Mostra collettiva, “Being Visible: Looking for contemporary ways of signification”, a cura di Aria Spinelli, Palazzo Ducale, Genova, Italia
  • Mostra collettiva, “Cerchio”, a cura di Remo Salvadori, San Carpoforo, Milano, Italia
  • Mostra collettiva, “Milan: A Kind of Town”, a cura di “Insieme nelle Terre di Mezzo”- Onlus, Fabbrica del Vapore, Milano, Italia

OtherMovie presenta : CONFLICT

Iran-Italia, 2012
Video / Performance

Questo lavoro è il primo progetto di un work-in-progress che tende ad indagare la politica del "visibile" e le sue tantissime forme e collocazioni. "Conflict" in realtà è una ricerca metaforica sulle giustapposizioni casuali ed accidentali dei tre colori, verde/bianco/rosso, che compongono ed accomunano le bandiere d'Italia ed Iran. Questo lavoro tende a sottolineare il ruolo della politica come un potere superiore a gestire il gioco sullo scacchiere dei confini geografici.

THOMAS RADLWIMMER, Austria

Nato nel 1988 in Austria, ha scoperto la sua passione per la fotografia all'età di 14 anni. Attualmente è studente all' Accademia di Televisione e Cinema di Monaco, Germania (HFF München), però la sua grande predilezione per l'immagine "fissa" rimane intatta. Così prova anche una forte attrazione per luoghi particolari, e opera spesso come fotografo di scena sui set cinematografici.

Thomas ama particolarmente lavorare con i musicisti. Prima di ritrarli, ha di solito già sostenuto intense conversazioni con loro e ha assorbito profondamente la loro musica. Tutte le sue fotografie sono scatti unici, per cui non chiede mai ai musicisti di mettersi in posa oppure di rifare qualunque mossa.
Sito internet (tedesco): www.radlwimmer.at/thomas

OtherMovie presenta : INTERPRETATIONEN (Interpretazioni)

Austria 2006, 11'
Regia: Thomas Radlwimmer

Questa interpretazione filmata dell'approccio artistico dello scultore austriaco Fritz Radlwimmer, condensa un' intero processo di creazione in pochi minuti.

ALEX DORICI, Svizzera

Nasce a Lugano nel 1979, dopo le scuole d’obbligo decide di proseguire i propri studi presso il liceo artistico Giuseppe Terragni di Como; terminato il liceo si iscrive, nel 2001, all’Accademia di Belle Arti Aldo Galli di Como, laureandosi nel 2005.
Partecipa nel 2003 al Concorso di studi Angelo Tenchi (Como), vincendo il primo premio nella sezione video con il cortometraggio “Saudade Itamar”; nel 2004 viene selezionato dalla giuria per il Premio Vittorio Viviani (Milano), come giovane artista emergente nella Biennale d’incisione città di Como, 2° premio. Nel 2005 decide di trasferirsi a Parigi dove per diverso tempo lavora presso l’Atelier Contrepoint, noto anche come Atelier 17 dell’artista incisore Hayter (1927).
In questi cinque anni Alex Dorici migliora e approfondisce l’arte calcografica, sperimentando soluzioni tecniche segniche e di stampa a colori. A Parigi ha l’opportunità di frequentare, studiare ed osservare l’ambiente artistico, il quale gli permetterà di concepire la sua arte oltre la bidimensionalità. 
Rientra in Ticino nel 2010 ed inizia a sviluppare e realizzare progetti artistici nello spazio urbano; nel 2011 crea un’installazione nella città di Lugano intitolandola “Stiamo lavorando per voi”.

OtherMovie presenta : Saudade Itamar

di Alex Dorici e Gregorio Cascio
Moderatore: Reza Khatir

Reza Khatir nasce nel luglio del 1951 a Tehran. Nel 1968 si trasferisce in Inghilterra per motivi di studio e nel 1976 interrompe gli studi di scienze alimentari al politecnico per dedicarsi completamente alla fotografia. Nel 1977, dopo un soggiorno a Parigi, si trasferisce a Locarno e successivamente frequenta una scuola di fotografia a Milano. Ha iniziato la sua carriera professionale come foto-reporter lavorando su vari incarichi in Medio Oriente per importanti agenzie e riviste. Dopo molti viaggi, che gli offrono preziose esperienze, nel 1981 fonda una propria agenzia fotografica (Skylite) a Locarno.

Nel 1986, lancia con un amico la rivista “FLAIM”, pubblicata in Svizzera e successivamente partecipa come editore alla pubblicazione della rivista “CHIAROSCURO” a Milano. Nel 1988 fonda una piccola casa editrice attraverso la quale pubblica alcuni libri d’arte e di fotografia. Tra il 1981 e il 1992 ha lavorato esclusivamente con i film Polaroid in tutti i formati, e molto spesso con la macchina Polaroid gigante 20×24? (50x60cm).

Dal 1979 fino ad oggi ha portato avanti una personale ricerca spesso legata alla memoria, ha esposto in gallerie e musei di tutto il mondo, ha pubblicato il proprio lavoro su numerose riviste, libri e cataloghi ed ha vinto diversi premi fotografici internazionali. Nel 1985 è stato selezionato da una giuria di curatori e storici dell’arte come uno dei 12 della “Nuova Fotografia Svizzera” per la rivista DU, nel 1991 ha partecipato alla esposizione ufficiale intitolata “Voir La Suisse Autremant” per festeggiare i 700 anni della confederazione Elvetica. È conosciuto anche per i lavori eseguiti con la Polaroid che sono stati pubblicati su 3 dei 5 volumi “Selections” della Polaroid International Collection. Nel 2001 il lavoro di Reza Khatir è stato inserito nel volume Photography 7th Edition edito da Pearson Education, Prentice Hall.

Attualmente, oltre ai suoi lavori come fotografo indipendente, in Ticino lavora come Photo-Editor per il settimanale “Ticino7” e in veste di docente tiene lezioni di fotografia alla SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana).

Fabrizio Biaggi “BAYUL”

“La scoperta dei luoghi lontani e nascosti può far riflettere, fermare il tempo e risvegliare emozioni inaspettate”

Pubblicazione fotografica su di un viaggio in Nepal.
 
Ho sempre coltivato la passione per la fotografia sin dall'età di 15 anni.
Nasco fotograficamente negli anni ‘70, amante delle nature morte e della montagna, mi appassiono subito alla fotografia naturalistica di Ansel Adams, dalla quale traggo ispirazione per i miei lavori.
Ancora oggi ad anni di distanza dal primo scatto, la fotografia paesaggistica è una delle mie mete preferite.
Traendo ispirazione dai libri di Sebastiao Selgado ho acquisito un modo nuovo di "vedere" attraverso la fotocamera.
I miei viaggi attraverso il modo mi hanno permesso di vedere e cogliere questi attimi.

Nel mio lavoro di ricerca mi esprimo attraverso uno stile reportistico che descrive l'aspetto umano nelle sue molteplici espressioni, soprattutto cercando di cogliere il particolare.
La fotografia viene così concepita come un mezzo attraverso il quale trasmettere le emozioni provate in eventi e situazioni alle quali si è preso parte.
Per me la fotografia è e resterà sempre la voglia di trasmettere un'emozione.

Performance SDF/evento collaterale OtherMovie Film festival

Moderatore: Drago Stevanovic

Questa performance è realizzata per documentare e seguire gli sviluppi di un progetto che si prefigge come intento quello di suscitare delle reazioni e riflessioni  sensibilizzando le persone, motivo per la quale questo lavoro può essere criticato in molti modi e può essere visto come un tentativo di alleggerirsi la propria coscienza.

Le performance che emergono da questo lavoro non nascono però come opera artistica, anche se l'artista da sempre cerca di trasmettere attraverso la propria espressività degli elementi che forniscano spunti di riflessione, ma nasce principalmente come esigenza personale da parte del realizzatore di trasmettere e comunicare agli altri che vi sono delle realtà sommerse che spesso crediamo troppo lontane da noi per prenderle in considerazione.

L'intento di questo lavoro consiste nella volontà e l'esigenza da parte di chi lo realizza, di suscitare delle riflessioni su una realtà che esiste ma che spesso si vuole dimenticare, oppure allontanare dalla nostra realtà quotidiana, convincendosi che certe situazioni non appartengano al nostro quotidiano.

La realtà delle nostre vite è composta da centinaia di tasselli che costituiscono le situazioni che ogni giorno affrontiamo nella nostra quotidianità, le situazioni più comuni che in un attimo si possono trasformare in una fatalità come la perdita di un lavoro, di un permesso di soggiorno, la perdita di affetti, un imprevisto sanitario, un divorzio, ecc …. Un incidente di percorso e il treno della vita deraglia; in un attimo, da un giorno all'altro ci si ritrova per strada, SDF, barboni, clochard, emarginati: invisibili.

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Reza Khatir

Reza Khatir nasce nel luglio del 1951 a Tehran. Nel 1968 si trasferisce in Inghilterra per motivi di studio e nel 1976 interrompe gli studi di scienze alimentari al politecnico per dedicarsi completamente alla fotografia.

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